Politica e Diplomazia

Si stringono i legami diplomatici tra l’Azerbaijan e l’Unione Europea. Baku infatti ricopre un ruolo essenziale quale principale hub energetico del Caucaso, ma gli interessi economici non sono gli unici a caratterizzare le relazioni con gli altri Paesi della comunità internazionale, soprattutto quelli dell’area europea. L’Azerbaijan è un attore importante del partenariato orientale (PO), una dimensione particolare della politica europea di vicinato mirata a rafforzare la cooperazione tra Stati membri dell’Unione e paesi dell’Europa dell’Est e del Caucaso meridionale, tra cui centrale è il ruolo geopolitico dell’Azerbaigian. Nello specifico questo sistema è incentrato sullo sviluppo di rapporti multilaterali e bilaterali di natura economica e politica diretti a garantire una cooperazione in materia istituzionale e giudiziaria e l’avvio di ulteriori negoziati sulla facilitazione e liberalizzazione dei visti. Sebbene l’Azerbaijan ricopra un ruolo centrale come partner energetico, gli interessi economici non sono i soli a influenzare l’insieme di relazioni che Baku mantiene con Bruxelles. Nel novembre 2016 il Consiglio europeo ha dato il mandato alla Commissione europea e all’Alto rappresentante per gli Affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini, di negoziare un accordo globale con l’Azerbaigian. Esso dovrebbe sostituire l’accordo di partenariato e di cooperazione precedente, tenendo conto degli obiettivi condivisi e delle sfide che l’Ue e l’Azerbaigian devono affrontare attualmente. I negoziati sul nuovo accordo sono stati lanciati il 7 febbraio 2017, dopo la visita del presidente Ilham Aliyev a Bruxelles del 6 febbraio. Il nuovo accordo seguirà i principi approvati nella revisione del 2015 della politica europea di vicinato e offriranno una base rinnovata per il dialogo politico e la cooperazione reciprocamente vantaggiosa tra l’Ue e l’Azerbaigian.

Nei primi tre mesi dell’anno 2018 quasi un quinto del petrolio importato dall’Italia viene dall’Azerbaigian, con il 19% delle importazioni e 2,9 milioni di tonnellate (+14%). Nella graduatoria dei fornitori seguono l’Iraq e quell’Iran le cui vicende potrebbero provocare effetti importanti sugli approvvigionamenti energetici italiani. Lo osserva l’Unione Petrolifera, la quale ha rilevato che sui carburanti l’Italia ha il gasolio più tassato e il più salato d’Europa. Ma gli italiani aumentano i consumi di metano e di greggio proprio mentre la Regione Emilia-Romagna, con un cambio di strategia sulla sua storica voglia di attrarre investimenti, frena sui giacimenti a chilometro zero che si nascondono nel sottosuolo emiliano. Inoltre, il progetto di costruzione del gasdotto Tap è una delle priorità per i governi dell’Italia e dell’Azerbaigian. Lo ha dichiarato recentemente l’ambasciatore italiano in Azerbaigian, Augusto Massari, secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa “Trend“. “Questo progetto unisce gli interessi di tutta l’Europa, perché consente di diversificare le fonti di approvvigionamento energetico di vari paesi. Come sapete, il gas della regione del Caspio scorrerà attraverso l’Italia verso altri paesi europei, quindi siamo anche interessati ad un elevato livello di sviluppo della rete“, ha detto dichiarato Massari. Il diplomatico non ha mancato di sottolineare alcune difficoltà riscontrate durante l’attuazione del progetto che hanno trovato la loro soluzione e non ne impediscono l’attuazione.

Una delle principali emittenti televisive dell’Azerbaigian riprende, tra gli altri, il l’articolo pubblicato da Domenico Letizia, per “L’Opinione delle Libertà“,  su Heydar Aliyev: