Nagorno Karabakh

Esploso prepotentemente con il dissolversi dell’URSS, lo scontro vede la regione del Nagorno-Karabakh e i 7 distretti azerbaigiani adiacenti occupati dalle Forze Armate dell’Armenia da ormai più di 25 anni. Per il diritto internazionale il Nagorno-Karabakh è parte dell’Azerbaigian. Ma dopo migliaia di morti, oltre a centinaia di migliaia di profughi, la situazione di occupazione armena è ancora invariata. Nel maggio del 1994 l’Armenia e l’Azerbaigian, infatti, sospesero le ostilità e firmarono l’Accordo di Bishkek, ma ciò non portò al disarmo. Il cessate il fuoco è spesso violato. E i negoziati, ormai da anni, sono in un vicolo cieco. Alla base delle rivendicazioni armene c’è il desiderio di realizzare il mito della Grande Armenia e per questo nel 1988 l’Armenia avviò le sue rivendicazioni territoriali nei confronti dei territori dell’Azerbaigian e nello stesso tempo tutti gli azerbaigiani in Armenia vennero deportati dalle loro terre. L’occupazione riguarda circa il 20% dei territori riconosciuti internazionalmente dell’Azerbaigian ed ha portato ad una pulizia etnica contro gli azerbaigiani di questi territori e ad atti di barbarie, la cui massima espressione fu il massacro, da molti riconosciuto come genocidio, contro civili azerbaigiani nella città di Khojali nella notte del 25-26 febbraio 1992. La Repubblica dell’Azerbaigian sollecita la Comunità internazionale a condannare l’Armenia per la palese violazione del diritto internazionale e insiste sull’attuazione delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite n. 822 (1993), 853 (1993), 874 (1993) e 884 (1993).