Made in Azerbaigian

L’Azerbaigian ha vaste riserve di idrocarburi ed un ricco potenziale industriale ed agricolo. Il Paese si trova in un’area di grande importanza geopolitica ed economica, all’incrocio tra Est, Ovest, Nord e Sud. In questi anni si è lavorato per integrare maggiormente il Paese nel mercato economico globale, attirare maggiori investimenti esteri, diventare un importante attore nel mercato energetico, diversificare e sviluppare l’economia e modernizzare le infrastrutture. L’economia dell’Azerbaigian rappresenta oltre il 70% dell’economia del Caucaso meridionale. Gli investimenti nel Paese hanno superato i 230 miliardi di dollari durante gli ultimi 15 anni e la metà di questi sono esteri. Gli ultimi anni hanno visto la realizzazione di riforme economiche molto imponenti. Secondo il Forum economico mondiale di Davos, l’economia dell’Azerbaigian, salita nel 2017 di due posti in termini di competitività, si è assestata al 35° posto su scala mondiale e siamo il Paese leader nello spazio CSI. La stabilità e la sicurezza garantite sono state il fattore principale per raggiungere questi risultati ed assicurare uno sviluppo sostenibile di lungo termine. Il settore dell’Agricoltura ed in particolare dell’Agroindustria, costituisce un’area con un grande potenziale che andrebbe incentivato e sviluppato, in funzione della tanto auspicata “diversificazione economica”. Il tessuto delle imprese agricole è composto da piccole e micro imprese a conduzione familiare. Il supporto governativo al settore, attraverso sussidi diretti all’acquisto di macchinari ed attrezzature risulta vitale per l’economia settoriale. Il livello delle imprese e dei redditi agricoli non consentono ancora acquisizioni di beni direttamente sul mercato. Tanta strada in tal senso è stata fatta, ma molto altro ancora dovrà essere realizzato per modernizzare e migliorare la filiera agricola, ora marginalizzata a causa dell’impiego di tecnologia e di macchinari obsoleti.
Pertanto sarebbe indispensabile focalizzare l’attenzione su: fertilizzanti; sementi; attrezzature e macchinari; prodotti per la protezione dei raccolti, nuove tecnologie (know how) e formazione, in un contesto internazionale export oriented con l’obiettivo di ridurre le importazioni ed aumentare la qualità, la varietà ed il valore dei prodotti all’esportazione. Il settore, conta poco più di una settantina di aziende locali strutturate, di cui la più importante, frutto di una joint venture turco-azera è la (Azersun Holding). Il prossimo passo auspicato dal governo azero sarà la divulgazione del marchio “Made in Azerbaijan” in Italia, specie nel settore agro-alimentare. A tal proposito, recentemente in Italia si è svolto il Primo Festival della cucina azerbaigiana.

Tra gli obiettivi del Festival, che apre la strade a prossime iniziative, è far conoscere in Italia il marchio “Made in Azerbaijan”, soprattutto nel settore agro-alimentare, e a tal fine sono state numerose le aziende azerbaigiane che hanno inviato i loro prodotti da far assaporare durante l’evento romano, tra cui Gilan FMCG, AzNar, Chabian Ismayilli Winery e RaziRice. Riguardo le eccellenze gastronomiche azerbaigiane meritano la dovuta attenzione i buonissimi  dolci, paxlava, serviti con il te’ aromatico, sinonimo di ospitalità e cordialità per l’Azerbaigian. Protagonista  dell’Azerbaigian è la melagrana, nelle sue diverse declinazioni, da succo ad accompagnamento per i piatti. La melagrana è un simbolo del Paese e nella città di Goychay è  in mostra in un festival nazionale annuale. Focus particolare è la promozione del vino dell’Azerbaigian. Attualmente la superficie coltivata a vite è di circa 16 mila ettari per una produzione media annua di 106 mila ettolitri di vino. Molto ampio invece il panorama ampelografico con circa 450 varietà tra autoctone ed internazionali. Tra le prime, le principali sono: White Shani, Derbendi, Nail, Bayanshire, Gamashara, Ganja Pink, Bendi, Madrasa, Black Shani, Arna-Grna, Zeynabi, Misgali, Khindogni, Agdam Kechiemdzhei, Tebrizi, e Marandi; tra le seconde, Pinot blanc, Pinot noir, Chardonnay, Merlot, Cabernet Sauvignon, Riesling, Petit Verdot, Viognier e Syrah. Al rilancio della vitivinicoltura azera contribuisce anche l’Italia. Nel 2010 è nata a Qabala, nella zona di Savalan, la Aspi Winery, un’azienda con 340 ettari vitati e una produzione di circa 250 bottiglie che si avvale di enologi italiani e del materiale ampelografico dei Vivai Cooperativi Rauscedo e delle attrezzature di cantina. Tutta l’impostazione è prettamente italiana. Ancora oggi i produttori di vino azerbaigiani partecipano con successo alle mostre internazionali, come testimoniato dalle numerose medaglie d’oro e d’argento ottenute per i vini Giz Galasy, Yeddi Gozal, Sharg Ulduzu, Chinar, per gli spumanti Perla dell’Azerbaigian, e per i cognac Azerbaigian, Baku, Ganja, Geygel, Shirvan.