La nostra missione

Il Portale d’informazione “AzerbaigianReportage.com” nasce da un’idea di Domenico Letizia, Presidente dell’Istituto di Ricerca di Economia e Politica Internazionale, che ha più volte visitato l’Azerbaigian in varie missioni internazionali.  Tassi di crescita dinamici, ricchezza di fonti energetiche, presenza di un Fondo Sovrano (SOFAZ) con ampie disponibilità di investimento, fanno dell’Azerbaijan un mercato di potenziale interesse per le nostre imprese, pur alla luce della delicata congiuntura attraversata dal paese, a seguito del forte calo dei corsi  petroliferi, sfociata in un’acuta svalutazione della valuta nazionale e in una recessione che nel 2016 ha fatto segnare il -3,8%. I rapporti bilaterali sono intensi e in crescita.  La destinazione prioritaria degli investimenti italiani rimane il settore energetico e il settore delle costruzioni.

La presenza italiana si sta rafforzando nel settore del design d’interni, delle infrastrutture alberghiere, e di intrattenimento nei settori ad alto contenuto tecnologico, nel comparto agroalimentare-vinicolo, nel settore bancario. Accompagnate da un costante consolidamento del dialogo politico, le relazioni economiche bilaterali si sono ulteriormente rafforzate a seguito della firma, nel 2004, di una Dichiarazione congiunta per l’istituzione di un Consiglio italo–azero per la Cooperazione Economica, Industriale e Finanziaria, la cui ultima sessione – la IV – ha avuto luogo a Roma il 13 giugno 2016.   Media potenza regionale nel Caucaso, vincolata da uno scacchiere regionale con potenti e influenti vicini, l’Azerbaijan ha assecondato la propria geografia adottando in politica estera una strategia di buon vicinato a Nord (Federazione Russa) e a Sud (Iran), e consolidando i tradizionali ottimi rapporti con la Turchia e la Georgia.  Buone relazioni sono intrattenute anche con Stati Uniti e l’Unione Europea, alla luce della volontà del Governo azero di ancorare sempre più il Paese all’occidente, dopo un cinquantennio di regime sovietico. Il Paese non intrattiene, al contrario, rapporti diplomatici con la vicina Armenia, con la quale è ancora formalmente in guerra, nonostante un accordo di cessate il fuoco firmato nel 1994, a seguito della guerra nel Nagorno-Karabakh. Le relazioni con la Russia – Paese in cui vivono circa 1 milione di azeri – benchè complicate dal sostegno militare di Mosca a Yerevan nella guerra del Nagorno, hanno vissuto una fase di miglioramento, nonostante la strategia energetica di Baku sia volta a porsi, nel medio-lungo termine, come hub verso l’Europa alternativo alla Russia. Resta intensa la collaborazione nel campo della difesa. In questo settore, sono forti anche i legami tra l’Azerbaigian e Israele. 

L’Azerbaigian è un modello politico e antropologico di confronto tra diverse religioni. La considerazione cardine è che il paese presenta un’alta percentuale di credenti musulmani e contemporaneamente delle istituzioni e una struttura sociale profondamente laica che fa del dialogo culturale e del confronto religioso un momento di incrocio e non di scontro. Gli esponenti istituzionali cercano di partecipare senza alcuna preferenza a tutte le festività religiose che hanno corso durante l’anno. Papa Giovanni Paolo II, il 22 Maggio 2002, dall’Azerbaigian urlò al mondo: “Da questo paese, che conosce la tolleranza come valore preliminare di ogni sana convivenza civile, vogliamo gridare al mondo: Basta con la guerra in nome di Dio!”.

L’Azerbaigian risulta essere un interessantissimo modello di tolleranza religiosa.

Un modello anche giuridico che dovrebbe essere maggiormente al centro di specifici studi e di monitoraggi, anche per comprenderne a fondo gli aspetti da poter esportare in stati e luoghi problematici.

La First Lady dell’Azerbaigian riprende l’articolo del maddalonese Domenico Letizia“,  testata online “MaddaloniNews”.

 

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